LA TOP 10 DEI LOGHI PIU’ POPOLARI

17 maggio 2012 1 Commento »

Fare delle classifiche non è mai facile, si rischia sempre di dare un parere personale poco obiettivo. Esiste però un sito che raccoglie tutti i loghi più famosi (e anche quelli un po’ meno famosi..), e dà la possibilità a chiunque di dare un voto ad ogni logo, creando così una classifica dei loghi decretata dal popolo!

Vediamo quindi quali sono effettivamente i 10 loghi più amati:

 NR. 10                    

 

NR. 9           

 

NR. 8                

 

NR. 7            

 

NR. 6                               

 

NR. 5                

 

NR. 4                                                    

 

NR. 3

 

NR. 2              

 

NR. 1           

 

 

Sono sicura che qualcuna delle 10 posizioni vi stupirà o non vi troverà d’accordo. Personalmente trovo curioso che nella TOP 10 ci sia il logo “I love NY”, che non rappresenta un prodotto o un servizio, ma un’intera città! E’ inoltre indicativo vedere che il logo di CocaCola non appare nella TOP 5, ma lo troviamo solo al 7° posto. Forse è ora di modernizzare il logo più celebre della storia?

Voi che ne pensate?

C’è qualche logo che vi aspettavate di trovare nella TOP 10 invece non c’è?

 

Alla prossima inchiesta!

Angela

LOGHI FAMOSI – LE RELIGIONI

14 maggio 2012 Lascia un commento »

Oggi vi presentiamo un’indagine un pò particolare. Sempre legata ai simboli rappresentativi, ma questa volta non si riferiscono ad aziende, bensì alle religioni. Credenti o meno, praticanti o meno, il simbolo della religione nazionale di ogni Paese influenza la vita di ognuno. Noi che viviamo in un Paese cattolico siamo nati e cresciuti con il simbolo della nostra religione costantemente sotto gli occhi: a scuola, nelle case, fuori dai luoghi di culto. L’influenza è inevitabile. Ma vi siete mai chiesti come sono nati i simboli che rappresentano le varie religioni?

 

Cristianesimo

La croce è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per la tortura e l’esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e resurrezione di Gesù, ma anche un costante invito ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza. Dato che per i cristiani crocifissione e resurrezione sono inseparabili, la croce è principalmente un simbolo di speranza per una migliore vita dopo la morte, e un monito contro le immagini erronee di Dio.

 

 

Islamismo

La Luna con una stella è il simbolo, da un certo momento storico in poi, internazionalmente riconosciuto per la fede islamica. Il simbolo è presente su alcune bandiere di Stati musulmani. L’origine del simbolo è molto antecedente alla nascita dell’Islam, risale infatti al IV secolo a.C., quando Filippo II di Macedonia, nell’anno 340 o 341 a.C. mise sotto assedio la città di Bisanzio. Favorite da una notte particolarmente scura, le truppe macedoni si avvicinarono silenziosamente alle mura della città, con l’intenzione di scalarle e cogliere il nemico di sorpresa. Mentre attuavano il piano, un vento improvviso disperse le nuvole e la luce diffusa dalla luna calante bastò alle sentinelle per rendersi conto dell’attacco e dare l’allarme. La reazione immediata e vigorosa dei difensori e l’ormai troppa vicinanza alle mura degli assalitori causò forti perdite nelle file dei Macedoni che furono costretti a desistere e togliere l’assedio. Il simbolo della luna calante fu quindi scolpito in moltissimi manufatti in pietra della città, quale ringraziamento alla divinità. I Turchi Ottomani che diciotto secoli più tardi conquistarono Bisanzio, dopo l’assedio del 1453, videro questo simbolo impresso in ogni parte della città e lo adottarono, supponendolo dotato di grande potenza magica.

 

 

Buddhismo


Il Dharmacakra (Ruota del Dharma) è un simbolo della religione buddhista. Nel momento in cui, nel Parco delle Gazzelle a Isipatana vicino a Vārāṇasī (India), il Buddha rivela ai suoi primi discepoli le Quattro nobili verità, secondo la tradizione buddhista egli mette in moto la Ruota del Dharma o dharmacakra. Questa “ruota” è nella precedente iconografia indiana un’arma sacra. Questa arma è messa in moto (lanciata) dal Buddha per colpire gli ostacoli, gli errori, gli attaccamenti che impediscono all’uomo di raggiungere il Nirvāṇa. E come un’arma, questa “ruota” (cakra) “colpisce” da uomo a uomo, da paese a paese, da era storica a era storica con gli “insegnamenti” (dharma) del Buddha.

Taoismo

Il simbolo del Taoismo è lo sfruttatissimo YinYang, Il concetto di Yin e Yang ha origine dall’antica filosofia cinese, molto probabilmente dall’osservazione del giorno che si tramuta in notte e viceversa. Da qui tutta la classificazione in “Yin” e “Yang”: ogni fenomeno naturale, ogni cosa, animale e essere umano nell’universo sono classificabili come Yin (femminile, calmo, freddo) o Yang (maschile, energico, caldo). Lo Yin (nero) e lo Yang (bianco) sono anche detti “i due pesci Yin e Yang” perché sono due metà uguali con la maggior concentrazione al centro e sul rispettivo lato, quando lo Yang raggiunge il suo massimo apice inizia inevitabilmente lo Yin. Un chiaro esempio è il giorno e la notte: quando il buio più totale è arrivato, inizia anche la sua discesa e il giorno inizia la sua ascesa. Questo simbolo vuole in poche parole rappresentare l’equilibrio universale.

 

 

Molto interessante, vero?

Alla prossima!

Angela

 

CONOSCI I LOGHI PIU’ FAMOSI?

11 maggio 2012 2 Commenti »

C’è una nuova applicazione per iPhone che ci è particolarmente simpatica, si chiama LogosQuiz.

Ormai viviamo in un mondo pieno di marchi e loghi, e inconsciamente molti li abbiamo imparati a memoria. LogosQuiz ci permetterà di metterci alla prova nel tentativo di riconoscere il nome dei loghi mostrati.  Il gioco è suddiviso in diversi livelli da completare per passare al livello successivo. Per arrivare alla soluzione ci vengono offerti degli indizi, oppure puoi anche chiedere aiuto ai tuoi amici attraverso i canali sociali (per esempio Facebook o Twitter), se proprio non conosci la risposta!

Potrebbe sembrare un gioco da ragazzi, visto il bombardamento di loghi cui siamo sottoposti ogni giorno, ma alcuni risultano invece molto difficili! I loghi ci vengono infatti presentati incompleti, questo rende il gioco avvincente. Molte volte la risposta ce l’hai sulla punta della lingua, eppure non riesci a indovinare!

Il database di LogosQuiz è davvero ampio, al suo interno ci sono oltre 500 loghi. Per scoprire il tuo andamento inoltre, LogosQuiz ti permette di consultare le statistiche sulle risposte esatte e su quelle sbagliate, con la possibilità di pubblicare i risultati su Facebook e Twitter.

 

Vi presentiamo alcune immagini di esempio su come si presenta il gioco:

 

   

Schermata iniziale del Livello 1.

 

     

Scegli il logo..                                    …digiti la risposta,premi “Check!”…

…risposta esatta!!

 

Molto divertente, vero? Tanto per darvi un assaggio del gioco, vi proponiamo uno dei loghi più difficili da indovinare, a voi la soluzione!!!

                                      

Vediamo chi è il primo a dare la risposta esatta, fatevi sotto!

 

Alla prossima!

Angela

 

SATURDAY NIGHT FEVER – I loghi che ti fanno ballare!

9 maggio 2012 Lascia un commento »

Nel mondo dell’intrattenimento e del tempo libero è indispensabile avere un’immagine che si distingua dal mare magnum delle proposte. Ogni grande città mette a disposizione locali, bar e discoteche per tirare tardi in compagnia! Analizziamo oggi i loghi di alcune famosissime e frequentatissime discoteche.

 

Il DivinaeFollie è la più grande discoteca del Sud Italia, creata  da Vito Mastrogiacomo nel 1990, con l’intento di aprire un locale maestoso per l’intrattenimento notturno. Il locale si sviluppa su ben 4 piani. Da questa ricerca di grandezza deriva anche la scelta del nome del locale: Divinae evoca i gironi della “Commedia” di Dante, il latinismo crea subito la sensazione di maestoso e importante; Follie sono quelle che da più di 20 anni il locale promette al pubblico. Il logo è semplicemente una palla da discoteca, al centro della quale è stato posto il nome del locale. I colori sono il grigio argento e nero, che rimandano al concetto di esclusivo e prezioso.

 

 

 

Le due ciliegie sono forse il più famoso logo a rappresentare un locale notturno. E’ conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo. Pacha è un club in franchising che ha il quartier generale nell’isola di Ibiza, in Spagna. Il primo Pacha Club venne aperto nel 1967 alle porte di Barcellona, ad oggi vi sono numerosi altri Pacha Club in tutto il mondo. Il logo è una coppia di ciliegie, e la scritta Pacha in caratteri da videogioco. Le ciliegie vogliono rappresentare la trasgressione giocosa che si respira nei locali, il concetto di giocosità e leggerezza è rafforzato dal font usato per la scritta.

 

AlterEgo è una famosissima discoteca veronese, nata nel 1989 e conosciuta a livello europeo. Il logo è stato recentemente cambiato, ma quello che è il logo storico del locale è molto interessante, vediamo perché. Per capire il logo dobbiamo sapere cosa significa Alter Ego. Un “alter ego” (dal latino, “altro io”) è un altro , una seconda personalità o persona all’interno di un soggetto. Ecco che la scritta Alter Ego viene presentata tutta doppia! Ogni lettera è formata da 2 lettere sovrapposte, fra “Alter” ed “Ego” vi sono le sagome di due visi visti di profilo, uno bianco ed uno nero.

 

 

 

Passiamo ad uno dei locali che maggiormente ha influenzato la musica elettronica a livello europeo (e non solo) per moltissimi anni. Apre il 21 settembre del 1991 nella zona sud ovest di Londra (Elephant & Castle), inizialmente era un locale particolare, dove si servivano solo bevande analcoliche e la protagonista era veramente solo la musica! L’idea fu di James Palumbo, imprenditore vinicolo appassionato di musica elettronica, che decise così di dare sfogo alla sua passione. Il logo è molto interessante: si basa sull’ emblema della House of Commons del Regno Unito, quindi riprende le catene, la saracinesca e la corona, ma combina il tutto con il centro di un altoparlante e prende quindi l’aspetto bombato. Venne progettato nel 1992 da Marc Woodhouse.  Si dice che questo sia l’ultimo logo iconico ad essere progettato e disegnato a mano, senza un computer. Se questo è vero siamo di fronte ad un  pezzo storico!

 

 

 

La Baia Imperiale si trova sulle colline nei pressi di Gabicce Mare, vicino a Rimini. Il locale sorge a strapiombo sul mare, regalando una vista panoramica mozzafiato! Fu aperta 1975 con il nome di Baia degli Angeli, venne ristrutturata nel 1985 e riaprì con il nome attuale di Baia Imperiale. Il locale ha comunque sempre mantenuto la stessa impronta, da più di venti anni si presenta come un’enorme villa romana dell’età augustea. Questo è ciò che ispira anche il logo, un’aquila d’argento con le ali dorate aperte, appollaiata su una colonna con capitello romano, il tutto racchiuso in una corona d’alloro. Sotto campeggia la scritta “Baia Imperiale” come se fosse stata scolpita sulla pietra. L’entrata del locale è estremamente scenografica, tanto che alcune commedie italiane (Abbronzatissimi, S.P.Q.R.), fiction televisive e trasmissioni estive, spesso hanno usato come sfondo l’imponente scalinata, con l’alto colonnato e le statue di Nettuno collocate ai due lati.

 

 

Dove vorreste andare a fare quattro salti il prossimo weekend? C’è solo l’imbarazzo della scelta!

Alla prossima!

Angela
 

LOGHI FAMOSI IN VIAGGIO!

7 maggio 2012 Lascia un commento »

Maggio, è ora di prenotare la prossima vacanza, ci avete già pensato? Per darvi qualche idea vi presentiamo i più famosi loghi rappresentativi di uno Stato. Anche questo è marketing.

 

 

    

Questo logo inizialmente venne creato su richiesta di Ignacio Vasallo per rappresentare il Ministero del Turismo spagnolo, ma divenne successivamente emblema della nazione stessa. Il simbolo “Espana” fu disegnato nel 1983 dal celebre artista Joan Mirò. Voleva con questa immagine sottolineare il concetto di “sole e mare” come principale fonte di attrattività del paese. Mirò creò quindi un logo che consisteva in un’unione tra la scritta España (Spagna), già vista per i Mondiali di calcio 1982, e il disegno di un sole e una stella presi da un manifesto che l’autore stesso aveva creato già nel 1968. Questa fu l’ultima opera che Miró realizzò, si chiama El Sol de Miró. All’inizio non incontrò molti apprezzamenti, venne anzi soprannominato “L’uovo fritto di Miró”! In poco tempo invece questo logo diede i risultati sperati e contribuì a portare un incremento del turismo nel paese. El Sol de Miró è il primo logo creato per rappresentare una nazione.

 

 

 

   

In Perù nel 2009 ebbe inizio un operazione per rilanciare il turismo e creare una nuova immagine a livello internazionale. Il primo step per una nuova immagine è stato ovviamente un nuovo logo! Il logo è stato progettato dall’agenzia Future Brand. La parola “Perù” campeggia orgogliosa sullo sfondo rosso, come per dire che il nome basta e avanza per attirare. I colori sono bianco e rosso, gli stessi colori della bandiera peruviana.  E’ estremamente centrato e riesce a trasmettere in pochi tratti quello che rappresenta la bellezza e lo spirito del paese. La spirale della “P” richiama immediatamente l’antica arte degli Inca, primi abitanti del Paese. E’ sicuramente unico e nella sua semplicità rimane impresso facilmente. Il font a cui si ispira è il Bree, che è stato però modificato e personalizzato per l’occasione.

 

 

    

Il logo istituzionale americano è pieno di dettagli interessanti! Vediamo un’aquila dalla testa bianca con le ali aperte. L’aquila porta sul petto uno scudo con i colori della bandiera USA: una fascia blu sulla parte alta e 13 strisce bianche e rosse sulla parte inferiore. L’aquila stringe sul suo artiglio a sinistra un ramo d’ulivo (forte desiderio di pace) e nell’artiglio a destra 13 frecce (sempre pronti alla battaglia). Il volatile ha però la testa rivolta dalla parte del ramo d’ulivo, a simboleggiare la preferenza per la pace. Addirittura il ramo d’ulivo viene disegnato con 13 foglie e 13 olive. Questa ripetizione del numero 13 non è casuale, fa riferimento alle tredici colonie che nel 1776 proclamarono la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America. L’aquila stringe nel becco un nastro, sul quale si legge il motto nazionale in latino: E Pluribus Unum (“da molti, uno”). A completamento del logo, in alto si vede una gloria con 13 stelle su campo blu, disposte in maniera tale da formare una stella a sei punte.

 

 

  

Questo è l’unico logo che non nasce per rappresentare un Paese ma solo un servizio, ma senza dubbio ad oggi questo logo è arrivato ad essere rappresentativo dell’intera nazione. Le origini di questo logo sono molto confuse. Pare che il primo utilizzo di un cerchio a rappresentanza dei trasporti londinesi risalga al 19 ° secolo, parliamo del simbolo della London General Omnibus. Il logo era una ruota, tagliata a metà da una barra sulla quale si poteva leggere la scritta GENERAL, e veniva usata sulle insegne della metropolitana. Nel 1908 si decise che era il momento di trovare un modo più diretto per mettere in evidenza i nomi delle stazioni sulle piattaforme. Venne quindi adottato il celebre cerchio rosso con la barra blu sulla quale si legge il nome della stazione. L’identità aziendale era rappresentata dallo stesso disegno con la scritta “Underground” (=sotterranea) sulla barra blu. Il logo venne leggermente modificato nel 1919, diventando quello che vediamo tutt’oggi. Per il 100 ° anniversario del logo, 100 famosi artisti hanno creato la loro rivisitazione dello stesso.

 

 

E’ bello vedere come tutti questi loghi richiamino con i colori la bandiera del loro Paese, voi che ne pensate?

A presto!

Angela

NUOVI ORIZZONTI DI STAMPA

4 maggio 2012 Lascia un commento »

La stampa digitale ha mosso un altro passo verso il futuro. Immaginate un cartellone pubblicitario in movimento, oppure un depliant in 3D, sembra una cosa incredibile? Invece esiste già, si chiama stampa lenticolare.

 

 

                

 

                        

 

 

Qual’è il principio:

i nostri occhi mandano al cervello due visioni leggermente diverse, il cervello poi unisce queste due visioni che noi percepiamo come un’unica immagine, questo permette di percepirne anche la tridimensionalità. Questo fenomeno (parallasse) è il principio su cui si basa la tecnica lenticolare.

Come si fa:

alla stampa viene sovrapposta una pellicola che presenta delle “bombature”; le bombature hanno un lato completamente liscio e l’altro formato da piccole lenti cilindriche. Queste bombature funzionano da vera e propria lente d’ingrandimento, e questo conferisce all’immagine 2D l’effetto 3D desiderato. Con le moderne tecnologie si può creare questo effetto su una stampa di 3-4 mm di spessore e il tutto è 100% riciclabile.

Quali sono gli effetti che si possono ottenere:

Flip:  il semplice alternarsi di due immagini diverse, a seconda del movimento dell’osservatore

Multiframe: più immagini in sequenza, che seguono il movimento dell’osservatore. L’effetto è di un vero e proprio miniclip di un paio di secondi.

Morphing: dissolvenza graduale da un’immagine ad un’altra a seconda del movimento dell’osservatore.

Zoom: l’immagine o una parte della stessa viene ingrandita o ridotta, a seconda del movimento dell’osservatore.

Quali sono gli utilizzi possibili:

le possibilità sono svariate, dai gadget alla cartellonistica sia esterna che interna, dagli stand espositivi fino ad arrivare all’arte moderna.

 

L’effetto visivo è incredibile, talmente realistico che chi guarda ha l’impressione di poter toccare gli oggetti nella stampa. Sicuramente l’azienda che decide di adottare questa tecnica nella pubblicità si farà notare!

 

Che ne pensate?

Alla prossima!

Angela

LOGHI E SAGGEZZA DEI PROVERBI

2 maggio 2012 4 Commenti »

Quando si apre un’azienda è importante individuare il logo più adatto a rappresentarla. Molte volte ci si ispira a immagini viste in giro, magari per caso!  Vogliamo proporvi qualche immagine interessante che magari può essere di spunto a chi sta cercando il logo giusto, ma lo faremo attraverso un piccolo gioco: vi presenteremo delle immagini che si riferiscono a dei proverbi o modi di dire che tutti conoscono. Ogni proverbio rimanda a dei concetti semplici ma importanti, piccole perle di saggezza che inconsciamente ci tornano alla mente. Creare un logo che si rifà al proverbio crea una connessione fra l’immagine dell’azienda e il concetto stesso. Un concetto positivo dà subito un’impronta positiva all’azienda stessa.

Vediamo quanti ne indovinate!

1                           2

3            4

5            6

7                                           8 

9        10

11                                12

13               14 

15                                                              16

 

 

E adesso vediamo le soluzioni:

 

 

1 Chi di spada ferisce di spada perisce.

2 È meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora

3 L’amore è cieco

4 Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco.

5 A carnevale ogni scherzo vale.

6 A caval donato non si guarda in bocca.

7 Cane che abbaia non morde.

8 Chi dorme non piglia pesci.

9 Chi nasce tondo non muore quadrato.

10 Chi trova un amico trova un tesoro.

11 Chiodo scaccia chiodo.

12 Cielo a pecorelle acqua a catinelle.

13 Il cane è il miglior amico dell’uomo.

14 Le donne non si toccano neanche con un fiore.

15 Non c’è rosa senza spine.

16 Una mela al giorno toglie il medico di torno.

 

Quanti ne avete indovinati?

Alla prossima!

Angela

ALLO ZOO!

26 aprile 2012 Lascia un commento »

Usare un animale come logo è sempre una scelta vincente. Infatti ogni animale scatena istintivamente delle sensazioni in ognuno di noi e tali sensazioni e impressioni si riversano naturalmente nel prodotto rappresentato dall’animale.

 

Venne creato nel 1948 e rimane praticamente invariato fino ad oggi. E’ una combinazione di immagine e nome. Il puma, anche conosciuto come coguaro o pantera, è un felino sia diurno che notturno che vive nelle Americhe, un grande cacciatore, forte e potente, che può saltare fino a 4 metri di altezza e 10 in lunghezza! Già per gli Indiani d’America il puma era sinonimo di comando, forza, ingegno, lealtà, impegno e coraggio. Queste sono le caratteristiche che vengono associate a questo animale, e di conseguenza al marchio. In più, il logo Puma è estremamente versatile, può essere presentato in qualsiasi colore, oppure togliere la scritta e presentare solo la sagoma dell’animale, il logo mantiene comunque la sua forza comunicativa. Decisamente centrato!

 

 

                        

L’animale simbolo di Eni e Agip ovviamente non esiste! Qualcuno potrebbe pensare che magari esista un animale mitologico a cui si ispira, ma questo animale è totalmente inventato! L’autore del disegno è Luigi Broggini, fu però presentato da Giuseppe Guzzi nel 1954, e da allora è rimasto praticamente invariato. Il cane è secondo il sentimento comune “l’amico dell’uomo”, sinonimo di fiducia e affidabilità, l’animale che non ti abbandona mai. Questo vuole essere Agip per il cliente. Le sei zampe del cane rappresentano le 4 ruote dell’auto più le 2 gambe dell’automobilista. Per trovare l’immagine adatta  fu indetto un concorso, cui giunsero circa 4000 proposte. Moltissime proponevano fiamme di ogni forma e dimensione, ovvio riferimento al gas. Guzzi propose questo drago/cane che sputava una grossa fiamma rossa. In principio il muso del cane era rivolto in avanti. Questo però rendeva l’immagine piuttosto aggressiva. Si decise quindi di girare il muso dell’animale, e di conseguenza la fiammata, all’indietro. Così facendo la postura del cane era totalmente innaturale, ma risultava più amichevole per l’avventore.

 

 

              

L’organizzazione WWF nasce in Svizzera nel 1961 con l’intento di contrastare la devastazione dell’ambiente naturale del pianeta. Il logo è opera del pittore e naturalista Sir Peter Scott. Perché un panda? Nella famiglia degli Orsi, il panda gigante è la specie più rara e minacciata in assoluto. Per questo venne scelto a rappresentare il WWF fin dalla sua fondazione. Il panda è un animale grande e grosso, ma terribilmente tenero! Viene naturalmente voglia di proteggerlo e coccolarlo e per questo attira l’attenzione. Il logo è bianco e nero, molto semplice e stilizzato. E’ estremamente versatile, può infatti essere posto su qualsiasi colore di sfondo che va anche a sostituire le parti bianche del logo, ma mantiene la sua personalità. Inoltre, col suo musetto, attira i bambini, che con la loro curiosità possono imparare da piccoli quanto sia importante preoccuparsi per il pianeta in cui viviamo.

 

          

Il browser Firefox nasce nel 2002. Il nome in principio fu Phoneix, poi Firebird, infine Firefox. La parola “Firefox” significa letteralmente volpe di fuoco. Il logo rappresenta appunto una volpe dalla coda di fuoco che “abbraccia” il pianeta terra. La volpe è sinonimo di astuzia e velocità, “abbracciando” il mondo ci vuole comunicare che niente le può sfuggire, il fuoco è sinonimo di potenza e vita. La curiosità sta nel fatto che in realtà l’animale del logo… non è una volpe! In inglese “Firefox” sta a indicare zoologicamente una specie di panda, molto più piccolo del panda del WWF e per questo chiamato panda minore o panda rosso, per il colore della pelliccia. Secondo Jon Hicks, autore del logo di Mozilla Firefox, il panda rosso non poteva evocare l’immagine desiderata, preferì quindi ispirarsi ad una pittura giapponese raffigurante una volpe, aggiunse la coda infuocata e nacque così il logo che conosciamo.

 

 

Ci sembrano tutti molto azzeccati, voi che animale vorreste usare per la Vostra azienda?

A presto con un’altra indagine!

Angela

INVITO AL CINEMA!

23 aprile 2012 2 Commenti »

Un buon film è sempre un modo piacevole di passare una serata, soprattutto in inverno o quando fuori piove! Vi siete mai soffermati ad osservare le primissime immagini dell’intro ad un film? Appare sempre il logo della casa di produzione, spesso si tratta di un immagine molto interessante e quasi sempre animata. Vediamone alcune!

 

Partiamo con la Casa di produzione fondata da Steven Spielberg, il loro logo è formato da un’immagine ed una scritta. Il nome Dreamworks è presentato in carattere Palatino-Bold, tutto maiuscolo, denota serietà e qualità. Sotto questa scritta leggiamo “Animation SKG”, queste lettere stanno per Spielberg-Katzenberg-Geffen, i soci fondatori della casa. L’immagine è la riproduzione stilizzata di un bambino seduto a pescare su uno spicchio di luna, ognuno di questi elementi ha un suo significato. La luna è il simbolo del sogno, una cosa che non appartiene alla terra, una cosa irraggiungibile. Il colore blu, colore della notte, rafforza questo concetto di sogno. Il bambino è seduto con una gamba a penzoloni e, assieme alla lenza, rimanda alla parte bassa dell’immagine, quindi alla terra, forse per dirci che ognuno di noi può sognare.

 

 

Se posso permettermi una considerazione personale, questo è assolutamente il mio preferito della categoria! Il logo della Pixar nasce in seguito al primo corto realizzato nel 1986. La storia raccontava di una lampada da tavolo alle prese con un “cucciolo” di lampada che gioca con una palla. Nel corto il “cucciolo” di lampada saltella sulla palla finchè la sgonfia. Allo stesso modo nell’animazione del logo Pixar, la lampada saltella sulla lettera I fino a farla scomparire, e ne prende il posto. Si guarda intorno e poi si gira a guardare gli spettatori, mentre la scritta ‘Animation Studios’ compare in basso a destra del logo. In apertura del film, la luce della lampada si affievolisce con la luce generale, mentre in chiusura del film, la luce generale sfuma al nero, e la testa della lampada si spegne dopo un attimo con il “click” tipico dell’interruttore. Geniale!

 

Questa casa di produzione nasce dalla fusione fra la “Fox Film Corporation” e la “Twentieth Century Pictures” nel 1934, il trattino tra “Century” e “Fox” fu eliminato dal nome della società nel 1985. Il font è imponente e importante, complice la vista dal basso; è presentato tridimensionalmente e appare come se fosse sulla cima di un palazzo, circondato di riflettori. Il colore è il giallo oro, rappresenta da sempre la luce e il prestigio, il potere e la ricchezza. L’oro è un materiale inalterabile chimicamente, per questa sua qualità è sinonimo di immortalità. Il logo è sempre accompagnato dalla famosa ed inconfondibile fanfara, che venne composta da Alfred Newman. Il logo subì un restyling nel 2009 da Blue Sky Studios, in onore della nuova generazione di film 3D; il primo film ad utilizzare il nuovo logo è Avatar.

Curiosità, in diversi film il logo subisce alcune modificazioni:

  • Per il film The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo il logo viene sovrastato da nuvole e in seguito da tuoni e fulmini, proprio come accadrà alle grandi città nel film.
  • Per il film La leggenda degli uomini straordinari, il logo si fonde alle fabbriche e strutture circostanti.
  • Per il film Die Hard – Vivere o morire, verso la fine della fanfara, le luci sul logo si spengono come per causa di un black-out, un riferimento a quello che succede nelle prime scene del film.
  • Per il film L’era glaciale 3: L’alba dei dinosauri, il logo è costituito da rocce vulcaniche e circondato da ghiacci, ma solo nella versione per le sale cinematografiche.

 

Vi siete mai chiesti se la montagna del logo “Paramount Pictures” esiste davvero? Questa domanda ha suscitato un vivace dibattito virtuale su vari siti di alpinismo. William Wadsworth Hodkinson, fondatore della Paramount, proviene da Ogden, nello Utah. Si ritiene che la montagna del logo sia ispirata al Ben Lomond Peak, una montagna di 9712 metri che domina l’orizzonte settentrionale della zona. La montagna è stata leggermente modificata per il logo, è molto più inclinata verticalmente. Ritorna come per la Dreamworks il colore blu del cielo, quindi la notte ed il sogno, ma anche la placida soddisfazione e la tranquillità, stato d’animo perfetto per la visione di un film. Il cielo presenta anche una fascia rossa, cristallizzando l’immagine nel momento del tramonto, il momento in cui la giornata frenetica finisce e ci si crogiola volentieri nel relax! Il font è elegante e sinuoso, le stelle donano prestigio al logo.

 

La Universal è stata fondata da Carl Laemmle nel 1914. Il logo ha sempre avuto una stessa impronta, ma è stato più volte modificato nel corso del tempo. Il primo logo sembrava un’immagine di Saturno, un globo con un anello intorno. Poi l’anello è stato leggermente inclinato ed i font sono cambiati più volte. Nel 1946 il globo diventa metallico e la scritta “A Universal Picture” ruota diagonalmente, il font è anni ’30. Nel 1964 il globo inizia ad assomigliare al pianeta Terra. Il logo cambia tantissime volte, fino ad arrivare alla versione attuale fresca fresca, del 2012. Prima si vede solo la Terra emergere rotante dal buio, seguendo la rotazione appare la parola “Universal”. Le lettere sono tutte maiuscole e imponenti, i colori sono il già visto oro (prestigio, potere, ricchezza e immortalità) e il bianco (la perfezione trascendente, la luce, l’aria). Il messaggio che trasmette questo logo è fortemente positivo, associando il nostro pianeta a questi colori e ad un font deciso.

 

 

 

Vi è venuta voglia di godervi un buon film? A noi sì!

 

Alla prossima!

Angela

Musica Maestro!

20 aprile 2012 Lascia un commento »

La musica, come ogni forma d’arte, ci tocca tutti indistintamente. A volte coscientemente, a volte no. Ci sono poi band che hanno fatto storia, altre che sono passate inosservate.

Vogliamo presentarvi oggi 4 fra artisti e rock band che senza dubbio hanno contribuito alla storia della musica, non ci sarà bisogno di scrivere il loro nome perché il logo dirà tutto!

 

 

Iniziamo alla grande con la celebre linguaccia, quello che è considerato il simbolo più famoso nella storia dell’intera musica rock, uno dei primi esempi di “branding” di una rock band. L’opera grafica ritrae la bocca e la lingua di Mick Jagger, leader storico dei Rolling Stones.
Il disegno si chiama «Tongue&Lip», ed è stato creato originariamente nel 1970. Fu disegnato da John Pasche, che ricevette allora 50 misere sterline! Se avesse saputo quanto successo era destinato ad avere questo logo, forse avrebbe preteso qualcosa in più!!  Basti pensare che recentemente il “Victoria and Albert Museum” di Londra ha acquistato questo logo per oltre 63.000 euro.

 

 

 

Ancora Storia della Musica. Lo stemma dei Queen, conosciuto anche con il termine inglese Queen Crest, venne disegnato dallo stesso Freddie Mercury. Solo gli affezionati sapranno che Freddy si diplomò al Ealing Art College di Londra, poco prima dell’uscita del primo album della band. L’immagine comparve per la prima volta nel 1976.  Mercury aveva disegnato questo logotipo perché voleva per il suo gruppo “un simbolo dell’epoca”, basandosi sullo stemma reale del Regno Unito. Desiderava comunicare eleganza, patriottismo e regalità. L’immagine include i segni zodiacali dei quattro componenti della band: due leoni rampanti, che identificano Taylor e Deacon, presidiano la corona della regina al centro di una “Q” (Queen). La “Q” è sormontata da un granchio color bronzo metallico che indica il segno di May, il Cancro, sopra il quale troviamo un anello di fiamme che funge da seconda corona. Due fate bianche, a rappresentare il segno di Mercury (la Vergine), osservano dal basso la lettera. Tutti gli elementi sono sovrastati da una grande fenice con le ali spiegate, uccello mitologico conosciuto per la capacità di ritornare in vita dalle sue stesse ceneri, scelta in segno di immortalità e speranza. Non servono altre parole per commentare la creatività di Freddy Mercury!

 

 

 

Credo che per alcuni di voi questo logo sarà un bel mistero, che artista rappresenta? Stiamo parlando del principe del Funky e del R’n’B: Mr. Prince Rogers Nelson. Questo logo apparve per la prima volta nel 1993, come titolo di un album. E’ il risultato di un incrocio, rielaborato con delle forme più morbide e sinuose, tra il simbolo del sesso maschile e del sesso femminile. A Prince piacque così tanto che decise di adottare il simbolo stesso come suo nome. La cosa era complicata, come si legge un simbolo? Decise quindi che questo logo lo avrebbe rappresentato graficamente, mentre verbalmente sarebbe stato “The artist formally knows as Prince”, tradotto in “L’artista formalmente noto come Prince”. Capricci d’artista…

 

 

Infine passiamo a dei cattivoni del rock, che sono riusciti a riassumere tutto il loro spirito provocatore nel loro logo! Il famoso logo venne disegnato dal chitarrista della band Ace Frehley, i colori usati sono rosso e nero e la scritta è circondata da fiamme. La scelta cromatica richiama l’inferno e il gusto per il peccato, sappiamo infatti che i Kiss non amano presentarsi come dei “bravi ragazzi”! Si noti la forma delle “S” che vogliono sembrare dei fulmini. Questo logo in Germania è illegale, ebbene sì! Le due “S” assomigliano molto, se accostate, al logo delle SS naziste, per tale ragione sulle copertine degli album prodotti in Germania le S sono disegnate in modo molto diverso dall’originale, proprio allo scopo di evitare critiche per la somiglianza all’emblema delle SS. Lo stesso nome del gruppo sembra essere l’acronimo della frase “Knights In Satan’s Service”, ovvero “cavalieri al servizio di Satana”. Leggende metropolitane se si pensa che i 2 membri più importanti della band hanno origini ebraiche, ma che se ne parli bene o male, è tutta pubblicità!

 

 

Fra questi loghi il mio preferito è sicuramente quello dei Queen, forse perché la loro musica mi attira di più! Voi che ne pensate?

A presto con una nuova indagine!

Angela