Ho appena letto questo articolo e non posso non parlarne qui.
Un buon logo non si misura solo dal suo valore economico ma anche dal suo impatto, dalla sua facilità di memorizzazione nel pubblico e dalla sua attinenza con l’attività svolta dall’azienda che rappresenta. E se proprio deve far parlare di se è preferibile che non sia per la sua ambiguità.
Il logo, se ben fatto, deve essere visualizzabile correttamente e identificabile in qualsiasi dimensione venga riprodotto (anche se visto al rovescio!) e dev’essere al tempo stesso inequivocabile.

Ricordo ad esempio di aver sentito qualcuno chiedere al bar una “Zup” anziché una 7Up. Che dipenda dal design del logo?

Se volete continuare a vedere loghi orribili e errati potete consultare questo sito americano http://yourlogomakesmebarf.com/ aggiornato quotidianamente con il peggio in fatto di creatività e design.
Se volete passare a loghi realizzati da grafici professionisti, allora visitate la gallery Logopro con centinaia di loghi.
di Angela Venturin
Tag: analisi del logo, Come creare loghi, creazione loghi, Loghi aziendali


Mitica la ZUP!!! Tutti i miei amici la chiamano cosi per scherzare! In realtà dietro questa gag esiste in effetti un errore di analisi critica della leggibilità del logo!
Ah bene allora non è successo solo a me
con questo articolo ho riacquistato fiducia in me stesso
da piccolo la chiamavo ZUP e quando avevo scoperto l’errore mi son sentito un pò cretino… insomma la colpa è dei grafici, non di come io lo leggevo…
[...] Creazione di un logo: esempi da non seguire [...]