È stato presentato ieri a Kiev, in una piazza gremita di gente, il logo degli europei di calcio del 2012 che si terranno per la prima volta in Paesi dell’Europa dell’Est (Polonia e Ucraina).
Il logo, presentato ieri nelle vesti di un imponente monumento, si compone di un pallone e due tulipani, in cui i designer si sono sforzati di includere a tutti i costi i colori dei due Paesi organizzatori: bianco, rosso, giallo e blu (oltre ad altri colori).Si ripete inoltre all’interno del simbolo l’immagine stilizzata di un uomo che alza le mani in segno di vittoria.

Ho consultato i miei colleghi grafici e mi sono sembrati tutti abbastanza concordi sul fatto che questo logo è davvero troppo pesante.
Il logotipo (la parte scritta del logo) è piaciuto quasi a tutti ma il simbolo proprio no.
In effetti un simbolo così ricco di colori sarà sicuramente di difficile applicazione (riprodotto in piccolo, ad esempio, potrebbe risultare poco più che un’accozzaglia di colori). Spesso i loghi migliori sono quelli che riescono a dire molto con pochi semplici tratti puliti.
Nei loghi degli eventi internazionali (sportivi e non) tuttavia si è spesso propensi a complicare le cose, probabilmente perché chi li realizza è gravato dall’ansia di includere quanti più significati possibili in poco spazio, con il risultato che spesso ciò che viene meno è l’estetica.
Naturalmente ogni vostra opinione è gradita
di Angela Venturin
Tag: analisi del logo, creazione loghi, logo, logo eventi sportivi, logo per evento





E’ davvero molto bello, mi piace soprattutto l’idea del fiore che si trasforma in un pallone. Non male neanche la scritta euro.
Condivido quanto espresso nell’articolo: semplice e vincente la parte testuale, bella ma inadatta la parte grafica. Dissento, invece, sulla punto in cui si dice “si è spesso propensi a complicare le cose, probabilmente perché chi li realizza è gravato dall’ansia di includere quanti più significati possibili in poco spazio”. Non son convinto che le cose stiano sempre in questo modo.
Talvolta – ma non mi sembra questo il caso – lavori anche importanti vengono affidati a “creativi della domenica”, con i risultati che poi ne conseguono. Tante altre, mi pare, che chi realizza il lavoro sia fortemente forzato dai committenti (soprattutto se importanti) a fare questo o quello … e lo si fa … per non infastidire il cliente, per non mettersi contro il “pezzo da 90″, e poi tanto pagano bene lo stesso. Anche in questo caso con conseguenze nel risultato finale.
Mi sbaglierò?
Ciao Fabio e grazie per i commenti.
Con la frase che hai citato mi riferivo proprio all’ansia che il committente in un certo senso “impone” al professionista che deve realizzare il logo (voglio pensare che di professionisti si tratti).
Nel caso specifico forse incide anche una certa differenza culturale, è sempre difficile esprimere un parere su creazioni grafiche realizzate in contesti culturali diversi.