Logotipo, logo, marchio… questi sconosciuti!

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Capita spesso che logotipo, logo e marchio vengano utilizzati come sinonimi, come fa anche il noto vocabolario Sabatini-Coletti. In particolare “logotipo” viene spesso confuso con “logo”, che del primo è un’abbreviazione. In realtà, dietro queste parole apparentemente analoghe si celano significati differenti che proveremo a chiarire in questo post, traendo spunto dalle indicazioni e dai suggerimenti scovati in rete.

Cominciamo con il marchio. Riporto la definizione di Wikipedia, che recita: “il marchio è un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolare parole, compresi i nomi di persone, disegni, lettere, a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli delle altre.”

A differenza del marchio, il logo è “la scritta che solitamente rappresenta un prodotto, un servizio, un’azienda o un’organizzazione. Tipicamente è costituito da un simbolo o da una versione o rappresentazione grafica di un nome o di un acronimo che prevede l’uso di un lettering ben preciso”.

Il termine logotipo, infine, sta ad indicare una tipologia di logo e, in particolare, indica la forma grafica che traduce un’espressione fonetica, parola o sigla che sia. Dunque, è sostanzialmente la traduzione del logo in un segno pronunciabile e identifica la ragione sociale dell’organizzazione. Ovviamente un logotipo ben riuscito deve essere leggibile anche a distanza e da diverse angolazioni.

Ecco alcuni logotipi che mi vengono in mente:

Nella riga superiore, i brand sono rappresentati graficamente dalla semplice riproduzione delle lettere che ne compongono il nome: è sufficiente l’uso di un font particolare per renderli inconfondibili. Nella riga inferiore, invece, i logotipi si coprono di una veste grafica particolare, con colori, contorni, sfondi a siglare la loro unicità.

Ricapitolando si può affermare che un logo, insieme al suo logotipo (il set di caratteri unici che lo contraddistingue), danno vita al marchio. Tornando all’esempio di Microsoft, potremo imbatterci nel solo logotipo, oppure nel logo, privo di nome aziendale:

O, ancora, nella massima rappresentazione del marchio:

Le precisazioni però non si fermano qui.

Infatti da questa breve rassegna si può intuire come parte testuale e parte grafica del marchio siano raramente distinguibili. Difficile trovare brand rappresentati semplicemente da una scritta, è più comune imbatterci in loghi, come quello della Coca-Cola, in cui logotipo e grafica si fondono dando vita a risultati non replicabili.

Mi auguro che questa breve spiegazione possa aver chiarito un po’ le idee sull’argomento ;-)

Per vedere altri esempi di logotipi, potete visitate la sezione gallery di Logopro: qui avrete modo di scoprire come i nostri designer hanno dato veste grafica alla ragione sociale di alcuni clienti.

di Fabiana Casonato

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29 marzo 2011

3 Commenti a “Logotipo, logo, marchio… questi sconosciuti!”

  1. Paola scrive:

    Ma dai mie studi di grafica pubblicitaria, il marchio non è una scritta, ma un segno grafico, un’immagine, un disegno che rappresenta un’azienda. il logo è la scritta (logos=parola)

  2. admin scrive:

    Esatto Paola, nel nostro articolo abbiamo inserito la definizione di “marchio” e “logo”. Non c’è scritto che il marchio è una scritta.

  3. mistificate scrive:

    Questo articolo mi trova veramente d’accordo. In generale il blog http://www.logopro.it è scrittosenza dubbio bene, mi
    piace. Ottimo lavoro, continuate così!

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