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More heads are better than one!

INVITO AL CINEMA!

23 aprile 2012
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Un buon film è sempre un modo piacevole di passare una serata, soprattutto in inverno o quando fuori piove! Vi siete mai soffermati ad osservare le primissime immagini dell’intro ad un film? Appare sempre il logo della casa di produzione, spesso si tratta di un immagine molto interessante e quasi sempre animata. Vediamone alcune!

 

Partiamo con la Casa di produzione fondata da Steven Spielberg, il loro logo è formato da un’immagine ed una scritta. Il nome Dreamworks è presentato in carattere Palatino-Bold, tutto maiuscolo, denota serietà e qualità. Sotto questa scritta leggiamo “Animation SKG”, queste lettere stanno per Spielberg-Katzenberg-Geffen, i soci fondatori della casa. L’immagine è la riproduzione stilizzata di un bambino seduto a pescare su uno spicchio di luna, ognuno di questi elementi ha un suo significato. La luna è il simbolo del sogno, una cosa che non appartiene alla terra, una cosa irraggiungibile. Il colore blu, colore della notte, rafforza questo concetto di sogno. Il bambino è seduto con una gamba a penzoloni e, assieme alla lenza, rimanda alla parte bassa dell’immagine, quindi alla terra, forse per dirci che ognuno di noi può sognare.

 

 

Se posso permettermi una considerazione personale, questo è assolutamente il mio preferito della categoria! Il logo della Pixar nasce in seguito al primo corto realizzato nel 1986. La storia raccontava di una lampada da tavolo alle prese con un “cucciolo” di lampada che gioca con una palla. Nel corto il “cucciolo” di lampada saltella sulla palla finchè la sgonfia. Allo stesso modo nell’animazione del logo Pixar, la lampada saltella sulla lettera I fino a farla scomparire, e ne prende il posto. Si guarda intorno e poi si gira a guardare gli spettatori, mentre la scritta ‘Animation Studios’ compare in basso a destra del logo. In apertura del film, la luce della lampada si affievolisce con la luce generale, mentre in chiusura del film, la luce generale sfuma al nero, e la testa della lampada si spegne dopo un attimo con il “click” tipico dell’interruttore. Geniale!

 

Questa casa di produzione nasce dalla fusione fra la “Fox Film Corporation” e la “Twentieth Century Pictures” nel 1934, il trattino tra “Century” e “Fox” fu eliminato dal nome della società nel 1985. Il font è imponente e importante, complice la vista dal basso; è presentato tridimensionalmente e appare come se fosse sulla cima di un palazzo, circondato di riflettori. Il colore è il giallo oro, rappresenta da sempre la luce e il prestigio, il potere e la ricchezza. L’oro è un materiale inalterabile chimicamente, per questa sua qualità è sinonimo di immortalità. Il logo è sempre accompagnato dalla famosa ed inconfondibile fanfara, che venne composta da Alfred Newman. Il logo subì un restyling nel 2009 da Blue Sky Studios, in onore della nuova generazione di film 3D; il primo film ad utilizzare il nuovo logo è Avatar.

Curiosità, in diversi film il logo subisce alcune modificazioni:

  • Per il film The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo il logo viene sovrastato da nuvole e in seguito da tuoni e fulmini, proprio come accadrà alle grandi città nel film.
  • Per il film La leggenda degli uomini straordinari, il logo si fonde alle fabbriche e strutture circostanti.
  • Per il film Die Hard – Vivere o morire, verso la fine della fanfara, le luci sul logo si spengono come per causa di un black-out, un riferimento a quello che succede nelle prime scene del film.
  • Per il film L’era glaciale 3: L’alba dei dinosauri, il logo è costituito da rocce vulcaniche e circondato da ghiacci, ma solo nella versione per le sale cinematografiche.

 

Vi siete mai chiesti se la montagna del logo “Paramount Pictures” esiste davvero? Questa domanda ha suscitato un vivace dibattito virtuale su vari siti di alpinismo. William Wadsworth Hodkinson, fondatore della Paramount, proviene da Ogden, nello Utah. Si ritiene che la montagna del logo sia ispirata al Ben Lomond Peak, una montagna di 9712 metri che domina l’orizzonte settentrionale della zona. La montagna è stata leggermente modificata per il logo, è molto più inclinata verticalmente. Ritorna come per la Dreamworks il colore blu del cielo, quindi la notte ed il sogno, ma anche la placida soddisfazione e la tranquillità, stato d’animo perfetto per la visione di un film. Il cielo presenta anche una fascia rossa, cristallizzando l’immagine nel momento del tramonto, il momento in cui la giornata frenetica finisce e ci si crogiola volentieri nel relax! Il font è elegante e sinuoso, le stelle donano prestigio al logo.

 

La Universal è stata fondata da Carl Laemmle nel 1914. Il logo ha sempre avuto una stessa impronta, ma è stato più volte modificato nel corso del tempo. Il primo logo sembrava un’immagine di Saturno, un globo con un anello intorno. Poi l’anello è stato leggermente inclinato ed i font sono cambiati più volte. Nel 1946 il globo diventa metallico e la scritta “A Universal Picture” ruota diagonalmente, il font è anni ’30. Nel 1964 il globo inizia ad assomigliare al pianeta Terra. Il logo cambia tantissime volte, fino ad arrivare alla versione attuale fresca fresca, del 2012. Prima si vede solo la Terra emergere rotante dal buio, seguendo la rotazione appare la parola “Universal”. Le lettere sono tutte maiuscole e imponenti, i colori sono il già visto oro (prestigio, potere, ricchezza e immortalità) e il bianco (la perfezione trascendente, la luce, l’aria). Il messaggio che trasmette questo logo è fortemente positivo, associando il nostro pianeta a questi colori e ad un font deciso.

 

 

 

Vi è venuta voglia di godervi un buon film? A noi sì!

 

Alla prossima!

Angela

Musica Maestro!

20 aprile 2012
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La musica, come ogni forma d’arte, ci tocca tutti indistintamente. A volte coscientemente, a volte no. Ci sono poi band che hanno fatto storia, altre che sono passate inosservate.

Vogliamo presentarvi oggi 4 fra artisti e rock band che senza dubbio hanno contribuito alla storia della musica, non ci sarà bisogno di scrivere il loro nome perché il logo dirà tutto!

 

 

Iniziamo alla grande con la celebre linguaccia, quello che è considerato il simbolo più famoso nella storia dell’intera musica rock, uno dei primi esempi di “branding” di una rock band. L’opera grafica ritrae la bocca e la lingua di Mick Jagger, leader storico dei Rolling Stones.
Il disegno si chiama «Tongue&Lip», ed è stato creato originariamente nel 1970. Fu disegnato da John Pasche, che ricevette allora 50 misere sterline! Se avesse saputo quanto successo era destinato ad avere questo logo, forse avrebbe preteso qualcosa in più!!  Basti pensare che recentemente il “Victoria and Albert Museum” di Londra ha acquistato questo logo per oltre 63.000 euro.

 

 

 

Ancora Storia della Musica. Lo stemma dei Queen, conosciuto anche con il termine inglese Queen Crest, venne disegnato dallo stesso Freddie Mercury. Solo gli affezionati sapranno che Freddy si diplomò al Ealing Art College di Londra, poco prima dell’uscita del primo album della band. L’immagine comparve per la prima volta nel 1976.  Mercury aveva disegnato questo logotipo perché voleva per il suo gruppo “un simbolo dell’epoca”, basandosi sullo stemma reale del Regno Unito. Desiderava comunicare eleganza, patriottismo e regalità. L’immagine include i segni zodiacali dei quattro componenti della band: due leoni rampanti, che identificano Taylor e Deacon, presidiano la corona della regina al centro di una “Q” (Queen). La “Q” è sormontata da un granchio color bronzo metallico che indica il segno di May, il Cancro, sopra il quale troviamo un anello di fiamme che funge da seconda corona. Due fate bianche, a rappresentare il segno di Mercury (la Vergine), osservano dal basso la lettera. Tutti gli elementi sono sovrastati da una grande fenice con le ali spiegate, uccello mitologico conosciuto per la capacità di ritornare in vita dalle sue stesse ceneri, scelta in segno di immortalità e speranza. Non servono altre parole per commentare la creatività di Freddy Mercury!

 

 

 

Credo che per alcuni di voi questo logo sarà un bel mistero, che artista rappresenta? Stiamo parlando del principe del Funky e del R’n’B: Mr. Prince Rogers Nelson. Questo logo apparve per la prima volta nel 1993, come titolo di un album. E’ il risultato di un incrocio, rielaborato con delle forme più morbide e sinuose, tra il simbolo del sesso maschile e del sesso femminile. A Prince piacque così tanto che decise di adottare il simbolo stesso come suo nome. La cosa era complicata, come si legge un simbolo? Decise quindi che questo logo lo avrebbe rappresentato graficamente, mentre verbalmente sarebbe stato “The artist formally knows as Prince”, tradotto in “L’artista formalmente noto come Prince”. Capricci d’artista…

 

 

Infine passiamo a dei cattivoni del rock, che sono riusciti a riassumere tutto il loro spirito provocatore nel loro logo! Il famoso logo venne disegnato dal chitarrista della band Ace Frehley, i colori usati sono rosso e nero e la scritta è circondata da fiamme. La scelta cromatica richiama l’inferno e il gusto per il peccato, sappiamo infatti che i Kiss non amano presentarsi come dei “bravi ragazzi”! Si noti la forma delle “S” che vogliono sembrare dei fulmini. Questo logo in Germania è illegale, ebbene sì! Le due “S” assomigliano molto, se accostate, al logo delle SS naziste, per tale ragione sulle copertine degli album prodotti in Germania le S sono disegnate in modo molto diverso dall’originale, proprio allo scopo di evitare critiche per la somiglianza all’emblema delle SS. Lo stesso nome del gruppo sembra essere l’acronimo della frase “Knights In Satan’s Service”, ovvero “cavalieri al servizio di Satana”. Leggende metropolitane se si pensa che i 2 membri più importanti della band hanno origini ebraiche, ma che se ne parli bene o male, è tutta pubblicità!

 

 

Fra questi loghi il mio preferito è sicuramente quello dei Queen, forse perché la loro musica mi attira di più! Voi che ne pensate?

A presto con una nuova indagine!

Angela

BON APPETIT! – INVITO A CENA

18 aprile 2012
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Come tutte le aziende del mondo, anche i ristoranti ricorrono spesso ad un logo per spiccare fra la concorrenza. Il logo dovrebbe saper riassumere lo spirito e lo stile del ristorante, ma soprattutto saper dare al cliente un’idea dell’esperienza culinaria che il locale offre. Vediamo i loghi di alcuni fra i migliori ristoranti al mondo.

 

Ristorante Mugaritz – Spagna

Il logo rappresenta un ciuffo d’erba aromatica, non meglio identificata. L’immagine è stata scelta perché sul retro del locale si trova un giardino di erbette aromatiche e verdure, che gli chef usano per creare i loro piatti. I colori sono bianco a rappresentare la purezza e marrone a rappresentare la terra. Il cliente si aspetta di gustare cibo genuino e almeno in parte biologico.

 

 

Ristorante The Fat Duck – UK

Il logo rappresenta in negativo le sagome di cucchiaio, coltello e forchetta, ma a ben guardare le tre sagome nascondono piume o zampe d’anatra (duck = anatra). Immagine semplice ma ricercata, così come i piatti che il cliente si aspetta di gustare saranno preparati con ingredienti semplici ma offriranno un’esperienza ricercata. Il colore usato è il nero, elegante e diretto.

 

Ristorante Momofuku – NewYork, Sydney, Toronto

E’ una catena di ristoranti di cucina asiatica, la catena appare nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo. Il font è lineare, nero. L’immagine è una pesca, questo perché la parola giapponese “momofuku” significa “pesca fortunata”. Questa immagine ci fa pensare a ingredienti freschi e naturali. La pesca è un frutto dolce e succoso, ed è appunto un’esperienza piacevole e gustosa che il cliente si aspetta scegliendo il locale.

 

 

 

Ristorante El Bulli – Spagna.

Il nome del ristorante richiama la razza canina del Bulldog. Il logo infatti rappresenta il muso di questo cane stilizzato. I colori sono bianco e nero, il font è incisivo. Ciò che il cliente si aspetta è un esperienza forte e gusti decisi, i colori trasmettono l’eleganza e la serietà del locale.

 

 

 

Non so voi ma questa ricerca mi ha messo l’acquolina in bocca, in quale di questi locali vorreste cenare?

 

Alla prossima con una nuova indagine!!

Angela

Come ti vesti?

16 aprile 2012
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L’argomento di oggi è caro ad ogni donna ma anche a molti uomini, parleremo infatti dei loghi nel settore dell’abbigliamento, e vi assicuro che le cose da dire sono davvero tante!!

Ogni giorno manifesti, giornali, tv e quant’altro ci bombardano con pubblicità di abiti, scarpe e intimo, i nomi ed i loghi sono così tanti da non poterli ricordare tutti. L’immagine, i colori ed il font usati ci comunicano sensazioni ed impressioni, nulla è lasciato al caso.

Presenteremo qui 4 loghi famosissimi che hanno una storia curiosa alle spalle.

 

 

 

Il compianto Gianni Versace amava spiegare così il logo della sua casa di moda: “Chi si innamora della Medusa non ha scampo”. Versace vuole rappresentare una donna che ammalia e seduce, anzi, che immobilizza con lo sguardo, come la Medusa del mito greco.

Così gli abiti Versace hanno stregato e continuano a sedurre donne e uomini, tutti innamorati del colore e della provocazione delicata e mai volgare del marchio Versace.

 

 

Il logo Nike è considerato uno dei migliori loghi di sempre, ed ha una storia molto interessante! Innanzitutto va detto che Nike è una figura mitologica greca, il nome Nike significa “Vittoria”. Narra la leggenda che la madre di Nike fu di grande aiuto a Zeus nella guerra contro i Titani, e per sdebitarsi il Dio degli Dei promise di tenere Nike e i suoi 3 fratelli sotto la sua ala protettrice per sempre. Nike ebbe il compito di guidare il Carro Divino. Come sua madre, Nike fu un aiuto decisivo per Zeus nella guerra, per questo viene riconosciuta tutt’oggi come la Dea della Forza e della Vittoria. Nike viene rappresentata come una bellissima donna alata, il logo richiama le sue ali in modo stilizzato. Venne creato negli anni ‘70 da una studentessa di grafica di Portland, chi commissionò il lavoro non fu molto felice del risultato ma lo accettò come “il meno peggio”. Oggi sappiamo che si sbagliava di grosso!

 

 

 

 

 

Questa azienda di moda francese è stata fondata da Gabrielle “Coco” Chanel, una ragazza che imparò a cucire in collegio e diventò poi icona di stile. Il logo Chanel è stato progettato da lei stessa e non è mai stato modificato:  infatti questo logo è molto lodato come un simbolo della moda. La “due C incrociate,” una rivolta in avanti e l’altra indietro una di fronte alle altre, simboleggiano che la moda Chanel non solo è futuristica, ma aderisce anche alle basi dello stile e della moda. Il colore nero è messaggio di eleganza e integrità.

 

 

 

René Lacoste, il fondatore del brand assieme a André Gillier, è entrato a far parte della leggenda del tennis, battendo per la prima volta gli americani alla Coppa Davis nel 1927, trionfando tre volte al Campionato Internazionale di Francia, due volte in Gran Bretagna a Wimbledon, due volte nel al torneo Open USA di Forest Hill. La stampa statunitense lo aveva soprannominato “il Coccodrilloin seguito ad una scommessa che avevo fatto: gli avevano promesso una valigia in coccodrillo se avesse vinto una partita importante per la squadra. Il pubblico americano si è subito affezionato a questo soprannome che sottolineava la tenacia dimostrata da Lacoste sui campi da tennis. Il suo amico Robert George quindi gli disegnò, come omaggio, un coccodrillo che fu poi ricamato sul blazer che indossava in campo. Nasce così, un po’ per caso e un po’ per scherzo, il mitico marchio del brand.

 

 

Come avete potuto leggere, a volte la genialità di un logo nasce dal puro caso, saranno poi affidabilità e creatività a fare la storia di un brand.

 

A presto!

Angela

NAMING – NOMI FAMOSI

12 aprile 2012
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Come saprete, Logopro non si occupa solo di grafica ma anche di Naming. Il nome di un’azienda è infatti importante tanto quanto l’immagine, un nome sbagliato può compromettere la scalata al successo. In questo articolo vi racconteremo la storia di alcuni fra i Nomi più famosi.

 

 

Il nome del motore di ricerca più famoso del mondo deriva dalla parola del gergo matematico googol che indica la cifra formata da un 1 seguito da 100 zeri: chiaro il riferimento all’obbiettivo di indicizzare un numero di pagine web enorme. Curiosità: il termine venne inventato dal nipote di 9 anni del matematico che introdusse l’uso del googol.

 

 

Fu il primo produttore mondiale di cellulari, nato addirittura nel 1865. Prende il nome dalla città finlandese dove nasce l’azienda, vicino al fiume Nokianvirta. La produzione si occupava inizialmente di legno e cellulosa, poi stivali di gomma e in seguito di cavi per telefono e telegrafo. La parola finlandese Nokia (plurale di nois) indica un piccolo animale dal pelo scuro (simile allo zibellino) che abitava la zona circostante il fiume.

 

 

Il nome iniziale della celebre crema da spalmare era “Supercrema Giandujot”, a mio parere davvero un nome orribile!! Nel 1964 dovette essere sostituito perché uscì una legge che vietava l’uso della parola “super “ nei nomi per alimenti. Si scelse allora “Nutella”: “nut” significa “nocciola” in inglese (la famosa crema ha fra gli ingredienti principali appunto le nocciole), a cui venne aggiunto il suffisso –ella per renderlo tipicamente italiano e facile da pronunciare.

 

 

Il caso di questa bevanda gassata è davvero curioso! Si potrebbe pensare che la parola “Schweppes” sia stata inventata apposta per il prodotto, con l’intento di richiamare il suono prodotto dall’apertura della bottiglia. In realtà è un nome patronimico: il produttore della bevanda si chiamava Jacob Schweppe, il processo di naming in questo caso è stato proprio un gioco da ragazzi ed il risultato è decisamente centrato!

 

 

Chi di noi non ha giocato almeno una volta con questi mattoncini colorati? Nel lontano 1934 Ole Kirk Christiansen, titolare dell’azienda, organizzò un concorso tra i suoi dipendenti al fine di trovare un nome per la compagnia. Vinse lui stesso inventando il nome LEGO, che nasce dalla fusione delle parole danesi “LEg GOdt”, che significano “gioca bene”. La parola è corta, facile da ricordare e da pronunciare per bambini di ogni nazionalità. Il resto è storia!

 

 

Ebbene come vedete il nome giusto può decretare le sorti di un’azienda, non è quindi una questione da prendere alla leggera! Che ne pensate?

 

Alla prossima indagine!

 

Angela

 

 

Sport time!

10 aprile 2012
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Dopo le abbuffate pasquali è arrivato il momento di rimettersi in forma e prepararsi per la prova costume, voi siete pronti? Parliamo oggi di alcuni loghi legati allo sport, buona lettura!

 

Olimpiadi

Abbiamo già avuto modo di parlare del celebre logo delle olimpiadi, ma ci fa piacere riproporlo perché è molto interessante. Il logo è composto di 5 cerchi di uguale misura ma diverso colore. Ciascun cerchio simboleggia un continente e il logo nel suo insieme rappresenta l’unione degli atleti di tutto il mondo alle olimpiadi. I colori scelti sono quelli che all’epoca erano utilizzati in tutte le bandiere del mondo. Il logo fu presentato ufficialmente al Congresso di Parigi nel 1914 ma a causa dello scoppio della prima guerra mondiale che impedì le olimpiadi del 1916, di fatto non venne utilizzato fino al 1920. Souvenir, merchandising e medaglie olimpiche lo adottarono a partire dal 1924. Il logo non è però sempre stato così come lo vedete, ha subito un restyling nel corso della storia: originariamente infatti i cerchi erano disposti su una sola riga.

 

Italia 90

 

Questo è un logo che ha scatenato commenti contrastanti. La mascotte ufficiale dei Mondiali di calcio del 1990 si chiama Ciao: è la stilizzazione di un calciatore, composto da elementi cubici di colore verde, bianco e rosso, che abbozza un palleggio. Scomposto e ricomposto, forma la parola “Italy”. Il nome della mascotte venne deciso, in una sorta di referendum settimanale, direttamente dagli scommettitori del Totocalcio. Lasciando da parte le solite mascotte degli scorsi mondiali a forma di vegetale, frutta o essere umano, gli organizzatori del Mondiale Italia 1990 decisero di scegliere un disegno che, per quanto insolito, secondo loro rappresentava tutta la passione italiana per il calcio.

 

 

NBA

 

Il logo della league di basket americana è presentato nei colori blu, rosso e bianco, gli stessi colori della bandiera USA. La figura bianca del cestista è Jerome Alan “Jerry” West, ex cestista, poi allenatore di pallacanestro e dirigente sportivo statunitense, professionista nella NBA. West, anche conosciuto come “Mr. Clutch”, ha avuto una delle più scintillanti carriere nel basket professionistico.

 

Il Giro d’Italia

La prima edizione del Giro risale al 1909: partì il 13 maggio, alle ore 2.53, da Milano. La nascita del Giro venne formalizzata con un annuncio sulla Gazzetta dello Sport il 24 Agosto del 1908, con la promessa di 25.000 lire di premio al vincitore e la volontà di organizzare «una delle prove più ambite e maggiori del ciclismo internazionale». Il logo del Giro d’Italia è stato più volte cambiato nel corso degli anni. Il logo attuale è stato creato nel 2007. Vediamo una G che diventa il corpo stilizzato di un ciclista impegnato in volata, due cerchi rappresentano la bicicletta, una fascia verde, bianca e rossa diventa la strada. Il colore della G è il rosa, stesso colore del quotidiano che organizza la manifestazione e colore adottato per la maglia che indossa il leader della classifica generale. Nel 2009 cadevano i 100 anni della manifestazione, viene aggiunto il numero 1 davanti ai due cerchi ed ecco il numero 100 per festeggiare il giro del centenario!

 

 

 

 

Quindi scegliete il vostro sport e dateci dentro, si avvicina l’estate e dobbiamo arrivarci in forma!

A presto!

Angela

 

Coniglietti pasquali !

6 aprile 2012
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Pasqua è alle porte, coniglio e agnello sono gli animali che rappresentano questa festività. Tra i due ci fa più tenerezza il coniglio, abbiamo voluto quindi trovare dei loghi che propongono questo animale.

 

Playboy

Impossibile parlare di conigli senza pensare a questo celebre logo!

Fu disegnato da Art Paul, primo direttore artistico del giornale, e apparve su ogni uscita a partire dalla seconda. Hugh Hefner, il creatore del magazine, spiegò: “Ho scelto il coniglio come simbolo del giornale per via della leggenda secondo la quale questo animale è sessualmente molto attivo, e perchè offriva un’immagine vivace e giocosa. Gli ho messo uno smoking per renderlo più sofisticato. C’era inoltre una ragione editoriale dietro la scelta del coniglio, dal momento che i nostri concorrenti più famosi hanno come simbolo un uomo, ho percepito che il coniglio si sarebbe distinto. L’idea di un coniglio vestito in abito da sera mi sembrò affascinante, divertente e semplicemente giusta!”

Art Paul disse poi che se avesse saputo quanto importante sarebbe diventato quel coniglio, forse ci avrebbe lavorato sopra un pò di più, infatti il logo venne creato nel giro di mezz’ora, e la prima versione è esattamente quella che tutt’ora vediamo.

 

Il ruggito del coniglio

“Il ruggito del coniglio” è una storica e popolare trasmissione radiofonica di Radio2.

Il canovaccio della trasmissione si basa sulla capacità della coppia di conduttori di interpretare con esilarante ironia le principali notizie quotidiane invitando i radioascoltatori ad intervenire in diretta per commentarle, con le proprie esperienze, e preferibilmente in modo faceto.

Il logo è fumettistico e spiritoso, chi lo vede prova subito simpatia per questo coniglio e per i suoi dentini aguzzi! Il coniglio che ruggisce sta forse a rappresentare l’italiano medio, solitamente placido e sulle sue, che finalmente si sfoga, si arrabbia e dice la sua, ma sempre senza prendersi troppo sul serio!

 

 

Bunnyhop

Il coniglio è notoriamente un animale molto veloce ed agile, ecco perché questo negozio di biciclette lo ha scelto. Non dimentichiamo la sicurezza, infatti il coniglietto ha un casco in testa, con i buchi per le orecchie! Ma nemmeno la sfida va dimenticata, notate infatti l’espressione agguerrita e l’orecchio sinistro imperfetto, cicatrici di guerra!

 

 

Year of the rabbit

Questo è il logo che è stato creato per il 2011, anno cinese del coniglio.

Secondo me questo logo è geniale, il 2 diventa la zampa posteriore, lo 0 è il corpo, il 11 si trasforma nelle orecchie. Il logo è di una semplicità disarmante, con pochi semplici tratti in grigio, su sfondo bianco e argentato. Trasmette velocità ed agilità.

 

Detto questo non ci resta che augurare una Buonissima Pasqua a tutti!

A presto!

Angela

Evento speciale 3 Maggio ’12 – “Come intercettare l’innovazione? Piccoli, agili e hyper-local”

5 aprile 2012
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Logopro ha il piacere di invitarvi ad un evento speciale che si terrà il 3 Maggio in H-Farm alle ore 16.30, nell’ambito del Festival delle Città d’Impresa. Tema dell’incontro: “Come intercettare l’innovazione? Piccoli, agili e hyper-local”. Si tratta di una tavola rotonda incentrata su come le aziende possono adottare il digitale per migliorare la propria attività.

Da 5 anni si svolge in varie località del NordEst il Festival delle Città d’Impresa. Si tratta di una serie di incontri e tavole rotonde sul tema dello sviluppo dell’area, in modo sostenibile.

Quest’anno il Festival prende il titolo di “ La Fabbrica delle Idee” e si svolge dal 2 al 6 Maggio.

Lo sviluppo di un nuovo tessuto economico è centrale nella nuova fase di crisi che l’intera società occidentale sta affrontando. Il Nordest, in particolare – una delle aree industriali europee più evolute – sta vivendo una svolta epocale che va accompagnata da una profonda trasformazione del sistema territorio e delle imprese, per vincere la sfida competitiva. Nel segno delle idee, della creatività, della cultura, dell’innovazione e della sostenibilità.

Se vi fa piacere partecipare scriveteci, i posti sono limitati, avremo cura di prenotare un posto per voi!

 

Ci saranno 4 relatori che andiamo di seguito a presentarvi:

Prof. Oded Shenkar: è il Presidente Ford Motor Company in Management Global Business, nonché un professore presso l’OSU Fisher College of Business. I suoi interessi di ricerca includono il business e management internazionale, questioni strategiche e gestionali relative alle alleanze strategiche internazionali.

Riccardo Donadon: è CEO e fondatore di H-Farm. H-Farm nasce nel 2005 e si propone al mercato con il doppio ruolo di incubatore e investitore: da un lato fornisce alla startup il capitale necessario al suo avvio (seed capital), dall’altro affianca il team con un approccio imprenditoriale, attraverso la fornitura di un range di servizi amministrativi, finanziari e commerciali.

http://www.h-farmventures.com

Ruggero Frezza: Laureato con lode in Ingegneria Elettrotecnica presso l’Università di Padova, Ruggero Frezza consegue nel 1987 il Master of Science in Matematica Applicata presso la University of California. E’ stato insegnante universitario in Italia e all’estero. Nel 2006 fonda M31, di cui oggi è Presidente e Amministratore Delegato.

Fausto Giunchiglia: nasce a Charleroi (Belgio). Consegue il Dottorato in Computer Engineering all’Università di Genova, dal 2001 al 2004 è Vice-Rettore dell’Università di Trento. Negli ultimi anni i suoi studi si sono concentrati sull’impatto della tecnologia e dei computer sulle organizzazioni, le persone e la società.

L’incontro è molto interessante e vi aspettiamo numerosi!

A presto!

Angela